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Pubblicità d’autore

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Tra gli scaffali del nostro ufficio abbiamo ritrovato un superstite degli studi universitari, un piccolo libro di Paola Sorge, dal titolo Pubblicità d’autore. E così oggi abbiamo deciso di regalarvi alcune piccole curiosità sul mondo della pubblicità e su alcuni dei prodotti più noti.

Molti di noi non avrebbero mai pensato di scoprire che tanti degli autori studiati tra i banchi di scuola avessero messo la loro penna a servizio della pubblicità!  Fin dagli albori, la pubblicità poté infatti vantare tra i suoi “creatori” poeti e scrittori come D’Annunzio, Trilussa, Marinetti, Depero, Vittorini, Campanile….

Vediamo cosa le penne degli illustri letterati hanno prodotto in campo pubblicitario.

Lorenzo Stecchetti (1845-1916)

Fu uno dei primi poeti dell’ ‘800 a cimentarsi con la pubblicità.

Acque alla Petrarca

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Chiare, fresche e dolci acque

un dì vanto ed onore di Corticella

La vostra secolar fama rinacque

a fortuna novella.

Così per chi vi prova

rinasce il fiordella salute nova.

E per gli altric’è un fior di vino puro

chiaro e fresco anche lui, ve l’assicuro!

 

 

 

Trilussa (1871-1950)

Poeta satirico, conosciutissimo per “La Statistica”, era sicuramente tra i più richiesti testimonial degli anni Trenta. Per La Pasticca del Re Sole compose, nel 1924, questi divertenti versi.

Il pappagallo raffreddato

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Loreto è un pappagallo ammaestrato.

Se quanno parlo co’ Ninetta mia

s’accorge ch’entra in cammera la zia

tosse e fa finta d’esse’ raffreddato:

e noi che lo sapemo, appena tosse

se damo l’aria come gnente fosse.

 Però la zia, ch’è furba e che capisce,

jeri se ne sortì co’ ’ste parole:

– Je darò le Pasticche der Re Sole,

perché co’ quelle è certo che guarisce;

ma se per caso seguita a sta’ male

è segno ch’è una tosse artificiale.

 

Sicuramente tutti ne hanno una in frigorifero ma forse non tutti sanno che la storica bottiglietta del Camparisoda nasce nel 1932, quando Davide Campari chiese a Fortunato Depero di ideare la bottiglia per il primo aperitivo monodose e ne ordina la produzione industriale. Il flacone, come veniva chiamato, ha la forma di un calice rovesciato. Con l’ideazione della bottiglia Depero crea la sua opera più significativa per l’azienda milanese. La bottiglietta è il punto di arrivo di un sodalizio artistico che inizia negli anni ’20 e la forma conica una conseguenza dello stile di Depero per Campari.

campari

Ma continuiamo questa carrellata di curiosità parlando di Baci, e precisamente di quando i baci erano cazzotti…

Non sempre nella storia delle grandi aziende i nomi scelti sono risultati vincenti da subito. A volte si è resa necessaria qualche correzione.

I Baci Perugina, ad esempio, originariamente si chiamavano Cazzotti, perché la loro forma con la nocciola sporgente richiamava quella di un pugno chiuso.perugina

Un’amica dell’inventrice del cioccolatino le suggerì di cambiar nome perché poco adatto a dei cioccolatini da regalare. Proprio da questa intuizione sull’occasione di acquisto, l’occasione del regalo, nacque il nuovo nome e la strategia di marketing: i Baci, i cioccolatini che gli innamorati si regalano. Un sentimento, quello dell’amore, ulteriormente enfatizzato dagli aforismi romantici. Perugina non sarebbe mai diventata famosa nel mondo per i suoi Cazzotti.

 

 

 

 

 

 

Posted on 3 Ottobre 2016 in Pubblicità

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