La creazione del Logo aziendale

Oggi parliamo del LOGO. Tutti sapranno sicuramente che il logo (abbreviazione di logotipo; dal greco λόγος logos “parola” e τύπος typos “lettera”) è quella scritta che solitamente rappresenta un prodotto, un servizio o un’azienda. Quando si avvia una nuova attività o si desidera lanciare sul mercato un nuovo prodotto è importante destinare un budget alla creazione della grafica aziendale. Tassativamente vietato scaricare il logo altrui o sperare di trovarlo su Google, nella quasi totalità dei casi appartiene a qualcun altro e il rischio di incorrere in pesanti sanzioni è dietro l’angolo.

Per di più, oggi più che mai, l’immagine è parte integrante della tua comunicazione ed il logo è proprio la base da cui partire, su cui poi costruire tutta l’identità visiva dell’azienda. Quindi mi sembra più che onesto dedicare il giusto di tempo alla sua scelta. Il logo presenta e rappresenta l’azienda. Deve quindi parlare al destinatario cercando di andare oltre al mero contatto commerciale, andando ad insinuarsi nella sua sfera interiore.

Ma che cosa deve caratterizzare un logo?

  • Semplicità
  • Essenzialità
  • Facilità di memorizzazione
  • Coerenza con quanto si intende comunicare
  • Chiarezza

Nella sua necessità di comunicare, il logo si configura come l’unione di forma e contenuto, un segno che possa ricondurre immediatamente ad uno specifico significato.

Nella scelta del nostro logo possiamo e dobbiamo liberare la mente, farla correre a briglie sciolte, per meglio cercare connessioni tra quello che è l’aspetto visivo e il concept aziendale. Il logo può essere di diverse tipologie, quindi le possibilità sono ampie ed in una prima fase è bene non precludersi alcuna via.

  1. Monogramma

Solitamente costituito da una o più lettere, che rappresentano il nome dell’azienda, assemblate o affiancate. È il caso dei loghi della casa editrice Arnoldo Mondadori e di Louis Vuitton.

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  1. Logotipo

Rappresentato dalla scrittura del nome dell’azienda che viene caratterizzato grazie ad un particolare font o un riadattamento grafico della scritta stessa. in questo caso esempi ben noti sono le intramontabili Nutella e Coca-Cola.

Il logotipo può essere anche figurato, quando è inserito in una forma geometrica, come nel caso del logo di IKEA o della Levi’s.

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  1. Pittogramma

Di solito in abbinamento al logotipo, è rappresentato da un segno grafico con lo scopo di imprimersi nella memoria con maggiore facilità. Può essere la rappresentazione grafica di un’icona che rappresenti l’azienda, come nel caso della Apple o della Jaguar, oppure astratto, come nei loghi di Nike e Mercedes.

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Nella speranza di averti dato qualche nozione di base che possa essere utile vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo articolo!

Posted on 4 Novembre 2016 in Comunicazione, Creatività

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